Metodo Bertelè: cos’è, benefici e controindicazioni

Tutto quello che c’è da sapere su Laura Bertèle e il metodo Bertèle

Il Metodo Bertelè è una tecnica di rieducazione posturale sviluppata dalla dottoressa Laura Bertelè, che combina allungamento globale, respirazione consapevole e riequilibrio muscolare per migliorare la postura e ridurre il dolore. Basato su principi della fisioterapia e della neurofisiologia, questo approccio mira a correggere tensioni e squilibri che possono causare problemi cronici alla colonna vertebrale, alle articolazioni e ai muscoli. Utilizzato per trattare lombalgia, cervicalgia, scoliosi e altre disfunzioni posturali, il metodo si distingue per un lavoro attivo del paziente, volto a ripristinare il corretto schema motorio e favorire un benessere duraturo. Scopriamo di più su questo metodo!

 

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Chi è Laura Bertelè?

Laura Bertelè, fisiatra e specialista in medicina riabilitativa, è nota per aver sviluppato un approccio innovativo alla rieducazione posturale. Con anni di esperienza clinica, ha ideato un metodo basato sull’integrazione di tecniche di allungamento globale, respirazione e riequilibrio muscolare, con l’obiettivo di correggere disfunzioni posturali e alleviare il dolore cronico.

Il suo metodo si fonda su principi della rieducazione posturale globale (RPG) e della fisioterapia tradizionale, ma introduce un approccio più personalizzato, basato sul concetto che ogni corpo ha una sua “memoria posturale” che può essere rieducata attraverso movimenti mirati. Ed è appunto il famoso metodo Bertelè.

Cos’è il Metodo Bertelè

Il Metodo Bertelè è un sistema di rieducazione posturale che mira a ripristinare l’equilibrio corporeo intervenendo sulle tensioni muscolari, blocchi articolari e disfunzioni posturali. Si basa su tre pilastri fondamentali:

  • Allungamento Globale Attivo – Attraverso posizioni e movimenti specifici, il paziente lavora per decomprimere le strutture articolari e migliorare l’elasticità muscolare.

  • Respirazione Consapevole – Un ruolo chiave è dato alla respirazione diaframmatica, essenziale per il rilascio delle tensioni e per un miglior allineamento posturale.

  • Approccio Neurofisiologico – Il metodo considera l’importanza della connessione tra sistema nervoso e muscoli, agendo su schemi motori alterati per riprogrammare il movimento.

Questa tecnica viene utilizzata per trattare disturbi come mal di schiena, scoliosi, ernie del disco, problemi cervicali e dolori articolari cronici, con ottimi risultati in termini di miglioramento della postura e riduzione del dolore.

A chi si rivolge il metodo di Laura Bertelè

Il metodo è particolarmente efficace per:

  • Pazienti con dolori cronici: lombalgia, cervicalgia, sciatalgia e sindromi miofasciali.

  • Persone con problemi posturali: scoliosi, iperlordosi, cifosi o disallineamenti muscolari.

  • Sportivi e danzatori: che vogliono migliorare la mobilità, prevenire infortuni e ottimizzare la performance.

  • Persone con patologie neurologiche: come la sclerosi multipla o il Parkinson, per favorire un miglior controllo motorio.

Quali sono le controindicazioni del metodo Bertelè?

Il Metodo Bertelè è generalmente sicuro e ben tollerato, ma presenta alcune controindicazioni in specifiche condizioni. Prima di iniziare il trattamento, è essenziale una valutazione da parte di un fisioterapista esperto o di un medico.

Tra le principali controindicazioni, ci sono le patologie acute o stati infiammatori in corso. Se il paziente soffre di ernie del disco in fase acuta, lombosciatalgia severa o infiammazioni articolari, alcune posture di allungamento potrebbero peggiorare il dolore. Anche le condizioni infiammatorie come l’artrite reumatoide attiva o le tendiniti possono essere aggravate da esercizi di mobilizzazione intensa.

Un’altra categoria a rischio è quella delle persone con patologie neurologiche avanzate, come Parkinson, sclerosi multipla o neuropatie periferiche gravi. In questi casi, la risposta del corpo ai movimenti posturali può essere imprevedibile, causando affaticamento o instabilità. Per questo motivo, il metodo deve essere adattato alle capacità motorie del paziente.

Chi soffre di osteoporosi grave deve prestare particolare attenzione, poiché posture prolungate e allungamenti intensi potrebbero aumentare il rischio di microfratture. Anche i pazienti con problemi cardiovascolari o ipertensione non controllata devono procedere con cautela, in quanto alcune tecniche di respirazione profonda e posizioni mantenute a lungo possono influenzare la pressione sanguigna.

Infine, il metodo può risultare poco adatto a persone con disturbi psicosomatici o livelli elevati di ansia. Poiché si basa su un forte coinvolgimento della respirazione e del rilassamento posturale, potrebbe scatenare episodi di iperventilazione o sensazioni di disagio psicologico in soggetti predisposti.

Nonostante queste limitazioni, il Metodo Bertelè rimane un approccio efficace per il riequilibrio posturale, purché venga adattato alle esigenze specifiche del paziente. Per ottenere i migliori risultati ed evitare effetti negativi, è fondamentale rivolgersi a un fisioterapista specializzato, che possa valutare con attenzione ogni caso.

Differenza tra metodo Bertelè e altri

Il Metodo Bertelè si distingue da altre tecniche posturali perché non si limita a correggere la postura in modo passivo, ma coinvolge attivamente il paziente nel processo di rieducazione, lavorando su schemi motori, respirazione e percezione corporea. A differenza di metodi più rigidi come il Mézières, il Bertelè è più dinamico e adattabile a diversi tipi di pazienti.

Come posso contattare Laura Bertelè?

In molti se lo chiedono… Beh, leggendo sul sito ufficiale, si apprende che la Dottoressa Laura Bertelè riceve presso il Centro Gino Rigamonti – Fondazione Apostolo a Merate (LC) e a Milano. Per fissare un appuntamento, è possibile contattarla tramite telefono (tel. 039-9920076 – cell. 339-1430851 ) o email (laurabertele@fondazioneapostolo.it). Per ulteriori dettagli sui suoi trattamenti e sul metodo Bertelè, puoi consultare la Fondazione Apostolo.

Insomma… Il Metodo Bertelè è efficace e sicuro per la maggior parte delle persone, ma deve essere personalizzato in base alle condizioni cliniche di ciascun paziente. È fondamentale una valutazione approfondita da parte di un fisioterapista esperto, per evitare possibili effetti negativi e massimizzare i benefici della terapia.


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